Ciao! Eccomi qua, sono tornata.

Come…. chi sono!?

Ah….state scherzando…. Che faceti che siete!

Riprendiamo dunque il filo, quello di Maria Anna..

 

La volta precedente,  che sarebbe poi il nostro primo, romantico incontro, ho promesso (o minacciato, secondo alcuni), di fornire  una mia biografia. In realtà mi riferivo a una autobiografia autorizzata, quindi ligia, a ciò mi atterrò.

Se ancora non lo avete fatto, sedetevi comodi su una poltrona confortevole, accendete un adeguato abat-jour (adoro le luci soffuse e d’atmosfera), e preparate corpo e mente  all’immersione nel mio piccolo Universo..

Premessa : la prima parte (della biografia), è tratta, per puro caso, dalla mia Opera Prima : Sweet Louisiana (pubblicità occulta) e confluisce poi in un ruscello di considerazioni estemporanee, per terminare il suo placido corso  in un piccolo brano, sempre da “Louisiana” (Cicero pro domo sua):

Shhhh…….

 

Il mio nome è Maria Anna (ancora! Però…però.. repetita iuvant)

Per desiderio materno sono nata nella città di Viterbo, contrada Medioevale di schietta origine Etrusca, il cui spirito ancora aleggia e s’insinua tra gli abitanti e nella natura.La data della mia nascita mi torna molto gradita, e rispecchia il carattere personale: 21 Giugno 1945. Anno che segna la fine del periodo più oscuro e cruento del secolo passato; giorno e mese in cui si incontrano le tenere fragranze dei risvegli primaverili con gli ardenti, pigri e sensuali profumi estivi.Pace, Libertà e amore per la Natura, sono sempre stati gli spiriti guida della mia vita, plasmata da avversità e dolori profondi, ma stimolata da fantasia e speranza..Nata a Viterbo, come dicevo,  sono tuttavia cresciuta sotto il sole di Roma, respirando e sognando all’ombra dei suoi pini.In tutti quei lunghi anni, con i piedi ben saldi nella realtà, non ho mai smesso di nutrire, coccolare e viziare alcuni sogni, miei inquilini sin dall’infanziaCresciuta con “Piccole Donne”, Salgari, Jack London e i film Western, ho amato l’avventura, il maestoso territorio d’America e… scrivere.Ora, nei miei anni maturi, vivo all’ombra dei pini di Colleverde (Roma) e ho aperto la porticina che ha dato vita ai miei vecchi sogni sempreverdi: ho visitato gli States, dall’Est all’Ovest, e in questi viaggi lo Spirito d’America mi è stato sempre amico e si è mostrato nella sua veste migliore, come per premiarmi…Poi l’impulso e il bisogno di prendere la penna e dare corpo a personaggi e storie che bussavano al mio cuore, non si sono più fermati. Perché ho compreso che lo scrivere vive in perfetta simbiosi, addirittura fa corpo unico, con gli ideali e gli scopi per cui mi batto con estrema passione: la Pace e l’Amore totali “per”e “tra” tutte le Creature della Terra.Sono fortemente convinta che no, non è un’utopia. 

Le mie Creature di penna sono:  (Elena Morea Editore)

           “Sweet Louisiana”

          “ Gaia dall’Utopia alla Speranza” (Vita, speranze, gioie e dolori in una grande saga famigliare, plasmata e immersa nel motivo conduttore del                                                                   rispetto per Gaia, straordinaria Creatura)   .

            

            Due racconti su animali :  “Mariù” e “Yuma”

            Un racconto per bimbi :    “Un pomeriggio al Circo” (pubblicato su “Piccole Impronte”

                                                                                                   della LAV)

            Un terzo, in via di

            pubblicazione                    “Micio Macio e Topo Tipo”

 

            Un romanzo per ragazzi,

             sempre in attesa di pub-

             blicazione                         “Violetta e il caso della Mucca a sei lati”

 

             Una commedia, quasi

              Musicale e in attesa del-

              la scelta del Cast :           “Fratello Francesco”

 

Infine, in un cassetto piccolo ma senza fondo, vari racconti e strofe per pochi intimi, poiché improntati irrispettosamente , scherzosamente e fuori dagli argini, su quei pochi intimi, appunto.

 

Si  parlava prima dell’America. La mia data di nascita la conoscete, ora ditemi, chi tra i miei coetanei e dintorni, non ha avuto, per poco o per molto, quell’idea fissa nella sua testa?

Certo, l’America la si ama o la si odia… anche nell’alternanza dei vari Presidenti.

Ma chi era giovane in quei fatidici anni ’60, conosce bene l’intensità dei sentimenti che scoppiavano nei cuori. PACE! NO WAR! Spiriti liberi, speranze. Il passaggio su questa Terra

di Creature che hanno lasciato un segno indelebile, i nobili ideali di fratellanza, gli scrittori.. e la musica.. La musicaaaaaa!!!

Nel bene e nel male, amici miei, per la mia esistenza giovanile, non cambierei mai quel periodo con nessun altro del secolo passato.

Certo, ora assieme a qualche sospiro, è rimasto un magone appena sopra il cuore, però, maturi miei e giovani nostalgici, cogliendo le giuste occasioni e lasciandoci trascinare dalle correnti favorevoli,

il treno della Speranza,  sbuffando sbuffando, può riprendere la sua corsa. Diamoci da fare!

L’America dicevo…

Tra tutte le Città e i luoghi che ho visitato (e non sto ora a elencare), era necessario, indispensabile  poggiare i piedi sulla terra rossa della Monument Valley. Ricordate  lo sfondo dei più mitici western? Ma anche, e soprattutto, parlare schiettamente con alcuni Navajo, custodi di quelle terre. Anche i Nativi, e il  mio rispetto per loro, hanno sempre fatto parte di quel mio sogno Americano.

                                        

                                   ….. Cielo grigio su, foglie gialle giù..

                                            Cerco un po’ di blu, dove il blu non c’è!

                                             ……….Ti sogno California, e un giorno

                                                           Io verrò !      

 

Sono andata….E la grande  meta del mio pellegrinaggio qual’era se non San Francisco?

Anche la mia Louisiana, da Los Angeles, torna un giorno a San Francisco in visita a sua figlia May.

Durante una solitaria rimpatriata tra i quartieri e alcuni punti caratteristici, incontra casualmente un suo vecchio, e forse mai dimenticato amico.

Tralascio la descrizione emotiva del ritrovarsi e riscoprirsi.

Partiamo dalla sera, in casa di lui, dalla grande vetrata, il panorama della città illuminata; il narrarsi le reciproche storie …….…

 “………..Louisiana cominciava ad avvertire una certa sonnolenza, gli occhi tendevano a chiudersi, ma si sentiva magnificamente e desiderava continuare così la nottata; stare su quel divano accoccolata accanto a Rick, magari con dell’altro vino nel suo calice, e parlare mentre la romantica San Francisco regalava quell’incomparabile spettacolo.“Mariposa, brindiamo alla vita che ci ha concesso d’incontrarci di nuovo, a quest’opportunità inaspettata, a questi deliziosi momenti che passiamo insieme e ad altri ancora migliori, che verranno.”“Sì, brindiamo alla vita che ogni tanto ci gratifica. Ehi, è proprio squisito questo vino… ma mi sta portando in una specie di limbo, sto lottando per non chiudere gli occhi. Parlami ancora Rick, mi piace tanto starti ad ascoltare..”“Sì piccola. Poggia la tua testolina sulla mia spalla e vieni più vicina.. ecco, così. Questa città! Guarda che splendore! L’amo, anche nei suoi difetti…” 

E qui riaffiorano limpidi i ricordi e i rimpianti di quegli anni, vissuti in prima persona, in quel luogo mitico. L’incontro con scrittori, musicisti e cantautori che hanno fatto la storia; i risvolti tragici, le troppe droghe; il conformismo borghese che fatalmente si appropria dello spirito di molti di quei giovani..

E quando Rck termina la sua sincera e un tantino accorata visione di quegli anni, Luoisiana:

 Eh se hai ragione Rick! – Louisiana parlava a voce bassa, un po’ tentata dal sonno – erano anni incredibili e irripetibili. Io non sono stata come te, una protagonista così attiva, ma neppure una spettatrice neutrale. La mia piccola parte l’ho fatta anch’io. Ho partecipato a manifestazioni e contestazioni. E mai, mai dimenticherò i periodi in cui venivo a San Francisco, sulle orme di mia sorella e di amici più grandi. Anche per questo mi emoziona molto tornare qui. E’ come aprire uno dei libri che più ti piace, e vedere le parole uscire dalle righe, dalle pagine, prendere corpo, muoversi; i tutti i personaggi, i paesaggi, vivono realmente e convulsamente davanti ai tuoi occhi. Sì, ogni volta è un tuffo al cuore. E lo sai? Anche se non lo metto più tra i capelli, con me porto sempre un fiore, di stoffa naturalmente:                                        When you come to San Francisco                                      Be sure to wear a flower in your hair….Sì Rick,i  nostri anni bellissimi sono la fuori, fluttuano morbidi nelle strade e nella nebbia che si sta infittendo. Chissà, forse se riuscissimo a trovare la parola chiave, li potremmo chiamare e riportarli a noi!”“No, Lou. Lasciali nella loro dimensione per sempre. Se li rivedessimo, loro ci troverebbero diversi, magari un po’ somiglianti ai “maturi” di allora, o forse saremmo noi a trovare ridicolo e irritante qualche loro atteggiamento. Lasciamoli belli e giovani per le strade di San Francisco, è un bel luogo dove rimanere per sempre.”…………………. 

Anch’io ho indossato un fiore, di stoffa ovviamente. Anzi, due e gialli: uno tra i capelli e l’altro su una deliziosa camicetta comperata lì……”Beautifull!” Mi ha detto qualcuno. Beh, era qualche anno fa , e la felicità di vivere nel mio sogno mi rendeva raggiante ….

                                        I left my heart in San Francisco                                        High on a hill, it calls to me                  to be where little cable cars climb halfway to the stars…                                         When I come to you, San Francisco                                          Your golden sun will shine for me…

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