FOLLIE  D’ESTATE

 

(non è un remake)

 

 

Yuuuuhuuuu?! Vi è qualcuno che mi ascolta in quest’ermo e solatio Colle, o degg’io, miserella deambulare, sudando e assetata, senza meta e con speranza alcuna, avendo per compagni, rari in veritade, fragor di motorini, brevi ed essenziali cinguettii e pigri miagolii  di mici vagabondi ?

Ecco… sì… se le mie orecchie non mi ingannano, parermi aver udito una gentil voce in risposta:

“Ahò, macche voi?”

Dunque non son sola. Ciò mi conforta e mi sprona a dialogare con chi e per chi desio provi ad ascoltar le mie parole.. 

“Italiani! Avrei potuto ammaliarVi  con le avventure dei miei viaggi nelle Indie Occidentali,

oppure straziare il Vostro cuore con brani traboccanti pathos, tratti dalle mie innumerevoli Opere,

invece…

Titillata, provocata direi, da voci e novelle che giungon fin qui dalle Lande dei Celti, dalla Repubblica di Padania in sostanza, e pressata da innumerevoli piccole idee, flash di ricordi che si accavallano nella mente, ho deciso di lasciar loro piena libertà: che corrano tutti sulle punte della dita e gareggino per l’uscita…Precisamente, se fosse in viva voce e non scritto si direbbe, alla maniera dei Romani “Opre bocca e je dà fiato” Capito il concetto? Anche lassù?

 

Un’idea di bandiera potrebbe essere: Bianca e Azzurra con al centro la bella Lupa con le sue tette.

Un po’ più difficile l’inno…

Certo ci sarebbe “Quanto sei bella Roma…” oppure “Roma nun fa la stupida stasera…”

Però ad onor del vero, non c’è solo Roma, per quanto Caput Mundi (capito lassù?), ce so’ puro li Sabini, li Ciociari, e li Viterbesi nooo?

Un mio conoscente era ospite di un suo amico in quella bella città medioevale circondata, come ben sapete da vestigia Etrusche (recepito lassù?). Un giorno il gentile padrone di casa gli chiese :” Vuoi venire a vedere le foche?”

“Beh – pensò lui – mi vorrà portare a visitare lo zoo” Ma nooo! Erano i fuochi d’artificio!

Mia madre Santa donna (Santa era il suo nome) era di Viterbo, mio padre di Anticoli Corrado. Tra loro era sempre accesa una contrapposizione di sano campanilismo.

Mio padre il Duca, ironizzava sugli abitanti e sulla città stessa:” Ma perché diamine ‘sti Viterbesi s’alzano alle quattro di mattina? E parlano forte, strillano…” Oh, a Viterbo so’ tutte salite.”

Mia madre raccontava di quella pia vecchina che recitava le preghiere  reggendo e leggendo un libriccino tra le mani.

 

    Testo                                                                                             Lettura

 

Santa Maria Mater Dei, ora pro nobis                                Santa Maria Mater Dei, ora pro nobis

Santa Maria Mater Dei, ora pro nobis                                 Santa Maria Mater Dei, ora pro nobis,

Santa Maria Mater Dei, ora …                                            Santa Maria Mater Dei, ora e tre

                                                                                                                                    pundecchia.

 

 

Ohibò qual deplorevole dimenticanza: e  i parenti un po’ più terroni? Messeri mie intendo i Borboni e Affini. Quelli della Pizza, il Mandolino e ‘o Triccheballacche, le Orecchiette con le cime de repe, i Peperoncini, la Caponata, la Cassata e lo Scacciapensieri. Nelle loro Cose private e personali  in fede mia, è villania entrare

Che sian Loro, gli allegri e spensierati Terroni DOC a scegliere la Bandiera e l’Inno (Meridionali).

 

Le care zie, prozie materne, paterne, non importa specificare…

“Il dottore mi ha dato da fare alcune analisi; oggi ho fatto l’elettrocardiopalma

“Madonna che caldo qui! E’ un forno crepatorio!”

 

Al mercato, intenta a scegliere la frutta, intercetto le parole affettuose di una ragazza per il bimbetto di una sua amica “…Adesso ti do un bacetto proprio qui sul lobolo dell’orecchio!”

Mi rimane il dubbio atroce, si scriverà sul lobolo o sull’obolo?

 

Sono un esemplare di mammifero-bipede-femmina protetto dal W.W.F. Sì, insomma, non ho né auto né patente, ergo prendo spesso l’autobus (nel senso che ci salgo su).

Mi capita, e non di rado di udire percorrendo la Nomentana :” Io scendo qui, a Viale Kent”

Oppure :”Mi può indicare quando scendere per Viale Kent?”

Io paziento, paziento ma so già che un giorno o l’altro il mio spiritello proprio non ce la farà più e allora..

“Kent, quel motivett che mi piece tent..!”  Lo farà, lo farà!

Ah la cultura! O si tratta di coltura?

 

Uff! Anche questo Ferragosto è passato in gloria, meno male.

Ve sete scofanati de’ pollo co’ li peperoni e de cocomero?De frittura de’ mare e de’ vinello de li Castelli, tanto fresco e leggero (see)? Mo’ ve dovete aripija!

Romani!!! Li giochi so’ finiti, dovete da’ lavorà! *

 

Ah, e quella signora dal parrucchiere, sotto il casco..

“No, Roberto non vive con i genitori, mi sembra che abita in Via Mangia Grecia.”

Abbasso la volgarità!

 

A passi eleganti ma spediti si sta appropinquando Settembre…

“…Settembre andiamo, è tempo di migrare..”

Quale migrare, qui stanno a ritornà tutti! Aita, aita!

Per gentilezza, per caso è avanzata un tantino di anguria per me? A sproscetati!!!

 

 

*Traduzione per i Signori di lassù: i Celti.

Vi siete satollati di giovani volatili da cortile, di peperoni e di anguria? Di frittura di mare e di vino dei Castelli, fresco e leggero? Ora dovete ricomporvi!

Cittadini di Roma Ladrona, il divertimento è giunto al termine, tornare al lavoro, è d’uopo

 

Per la Dirlindana, un dubbio mi assale…quelli lì, i Celti, comprendono l’Italico idioma?

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